Avere Fegato - Una questione di cervello
DIFFUSIONE DELLA CAMPAGNA
IL PROGETTO
  Obiettivo del progetto
Metodologia
  Il tumore del fegato
  Stato attuale
Epidemiologia
Diagnosi
Terapia
Trapianto
  I fattori di rischio
  I fattori di rischio
Cirrosi Epatica
Epatiti Virali
Abuso di alcool
Steroidi Anabolizzanti
  Prevenzione
  10 buone regole
Test: 'Quanto bevo?'
AREA MEDICI
Alcolizzazione percutanea ecoguidata (PEI)
indietro  

È la terapia percutanea nella quale è stata maturata la più grande esperienza, che garantisce, se eseguita secondo la metodica standardizzata, risultati che sono oramai consolidati.
L'etanolo diffonde all'interno delle cellule causando la disidratazione delle proteine con una conseguente necrosi coagulativa cui segue la fibrosi. La diffusione dell'alcool è favorita dall'aumentata vascolarizzazione neoplastica e dalla diversa consistenza del tessuto tumorale rispetto al parenchima circostante, spesso cirrotico.
In anestesia locale, viene inserito sotto guida ecografica un ago sottile (21 G) con punta conica chiusa e tre fori laterali in prossimità dell'estremità, che permette l'iniezione di 2-8 cc di alcool etilico al 95%. La procedura viene ripetuta due volte la settimana per un numero totale di trattamenti che in genere è compreso tra 3 e 10, in base alle dimensioni della lesione (< 2 cm 3-4 sedute; 2-3 cm 4-6 sedute; 3-5 cm 6-10 sedute).
Una variante metodologica è rappresentata dal "trattamento in singola seduta" che viene effettuato, in anestesia generale, per la terapia di lesioni multiple o di grandi dimensioni. Durante questa procedura vengono utilizzati anche 100-150 ml di etanolo attraverso numerose iniezioni, sempre sotto guida ecografica.
La valutazione dell'efficacia del trattamento viene effettuato utilizzando l'ultrasonografia con ecoamplificatore, capace di rilevare l'estensione dell'area di trasformazione fibrosa ed eventuali zone di tessuto tumorale residuo, qualora il trattamento sia stato incompleto. Sempre l'ecografia e la TC, effettuate ogni 3-6 mesi, confermeranno il risultato ottenuto e consentiranno di rilevare eventuali recidive per le quali potrà essere instaurato un nuovo ciclo terapeutico.
La metodica ha un'elevata efficacia soprattutto nei noduli di piccole dimensioni, con un'incidenza di complicanze minori e maggiori che è del tutto irrilevante.
Pertanto, al momento attuale, nonostante la sempre maggiore diffusione della termoablazione mediante radiofrequenza, l'iniezione percutanea di etanolo deve ancora essere considerata la tecnica di riferimento per il trattamento locoregionale del tumore del fegato.




Sul sito