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L'infezione da virus dell'epatite C (HCV) è la causa più frequente di malattia cronica del fegato, di cirrosi e di epatocarcinoma nel mondo occidentale; in Italia il virus C da solo o con altri fattori (alcool, HBV) è presente nel 60-70% delle cirrosi e dei tumori del fegato. La malattia è causata da un virus a RNA del quale si conoscono almeno 6 genotipi principali (1-6) e vari sottotipi (a,b,c). Attualmente le principali modalità di trasmissione sono quella nosocomiale, la tossicodipendenza, i trattamenti estetici e la promiscuità sessuale, ma in molti casi la via di infezione resta indeterminabile. Nell'ultimo decennio l'incidenza di nuovi casi d'infezione si è drasticamente ridotta, almeno nei paesi occidentali. L'infezione acuta, dopo un periodo di incubazione di 5-12 settimane, decorre per lo più del tutto asintomatica o presenta sintomi vaghi ed aspecifici: malessere generale, sonnolenza, nausea, dolore addominale. L'ittero compare raramente (20-25% dei casi). La forma fulminante è rara e per lo più si manifesta quando il soggetto è già affetto da un'altra epatite cronica. La guarigione avviene in circa il 20% dei casi, con normalizzazione delle transaminasi mentre la ricerca dell'HCV-RNA nel siero e nel tessuto epatico diventa negativa. Gli anticorpi specifici per le proteine virali possono persistere a lungo. Nel 30-40% dei casi l'evoluzione cronica è caratterizzata dalla persistenza del virus con transaminasi normali, mentre il 60-70% dei soggetti che hanno contratto un'infezione da HCV sviluppano una malattia cronica con un quadro clinico estremamente modesto: oscillazione dei valori delle transaminasi e delle yGT, riduzione del numero delle piastrine e lieve splenomegalia. La progressione del processo infiammatorio, determina la comparsa di noduli di rigenerazione, e l'evoluzione verso la cirrosi epatica. La terapia dell'epatite C ha subito una notevole evoluzione negli ultimi anni. La monoterapia con Interferone alfa è stata oramai definitivamente sostituita dalla più efficace terapia di combinazione con Interferone alfa e Ribavirina.
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