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La fibrosi epatica

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La fibrosi epatica


Prof. Fabio Marra
Dipartimento di Medicina Interna, Università di Firenze
(e-mail: f.marra@dmi.unifi.it)


Da quanto sopra esposto appare chiaro come la fibrosi condizioni in maniera rilevante la progressione di quasi tutte le malattie croniche del fegato. La risposta cicatriziale, pur con alcune differenze a seconda del tipo di malattia, è comunque simile, così come la sua conseguenza più temibile, la cirrosi. Pertanto, la prevenzione dello sviluppo di fibrosi, e la sua terapia sono in primo luogo basate sull'eliminazione del fattore che causa il danno cronico del fegato. Un paziente che abusa cronicamente di alcool deve naturalmente essere consigliato a sospendere l'assunzione delle bevande alcoliche e questo è nella maggior parte dei casi sufficiente ad arrestare il processo di fibrosi ed anche a farlo regredire. Anche il trattamento delle epatiti croniche virali (epatite B, C, e delta) con farmaci diretti contro il virus è in grado di bloccare lo sviluppo di fibrosi quando siano efficaci nel fermare la replicazione del virus.
Tuttavia, molti studiosi stanno attivamente cercando di sviluppare farmaci che blocchino lo sviluppo di fibrosi a prescindere dalla causa che la determina. Questi farmaci possono avere una larga applicabilità considerando che, come detto, la fibrosi è comune all'evoluzione di molte malattie. L'attenzione è rivolta ai meccanismi di riparazione sopra descritti, cercando di ottenere mezzi che blocchino le cellule che producono le componenti della cicatrice o la risposta infiammatoria cronica. Anche se, purtroppo, al momento attuale non disponiamo ancora di farmaci che siano sicuramente anti-fibrotici sul fegato, siamo fiduciosi che lo sforzo coordinato della ricerca, clinica e di laboratorio, possa in tempi relativamente brevi permettere di avere nuove armi per combattere la guerra alle malattie croniche di fegato.

 



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