Avere Fegato - Una questione di cervello
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I giovani e l'abuso di alcool

Epatite da virus C

Epatocarcinoma: stato dell'arte e prospettive future

La fibrosi epatica

Gli ecoamplificatori: presente e futuro dell'ecografia oncologica epatica

 

   
La fibrosi epatica


Prof. Fabio Marra
Dipartimento di Medicina Interna, Università di Firenze
(e-mail: f.marra@dmi.unifi.it)


Attraverso il precedente viaggio tra le cellule del fegato si è compreso come un'alterazione del processo di guarigione della ferita conduca ad un eccesso di cicatrizzazione (fibrosi) e, fortunatamente in una minoranza di soggetti, allo sviluppo di cirrosi e all'aumentato rischio di tumore del fegato. Come si è evidenziato, il fattore temporale (cronicità del danno) è fondamentale e tutte le cause di fibrosi hanno la caratteristica di persistere nel tempo sufficientemente a lungo (anni o decenni) prima di condurre ad un accumulo apprezzabile di matrice. Analogamente, quasi tutte le cause di danno epatico cronico possono dare fibrosi (Tabella 1). Naturalmente, mentre alcune di queste cause sono relativamente rare, altre affliggono un numero notevole di soggetti (per esempio le epatiti virali croniche). Altre, come la steatosi (fegato grasso), solo raramente possono condurre a fibrosi, ma data l'alta prevalenza di questo problema nella popolazione generale, rappresentano comunque una causa importante.

 



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